FAQ

Domande & risposte

TI-Link è un’infrastruttura pensata per rafforzare l’integrazione energetica tra Tunisia, Italia ed Europa, contribuendo in modo complementare agli obiettivi di sicurezza, sostenibilità e sviluppo economico e sociale.

Per la Tunisia, il progetto consente lo sviluppo di nuova capacità rinnovabile su larga scala, a supporto della decarbonizzazione del sistema elettrico nazionale, del rafforzamento della sicurezza energetica e della rete locale, nonché della creazione di posti di lavoro e valore sociale, economico e industriale.

Per l’Italia, TI-Link rappresenta una nuova fonte di approvvigionamento di circa 2 GW di energia rinnovabile stabile e competitiva, favorendo la diversificazione del mix energetico e il raggiungimento degli obiettivi di transizione. L’immissione di energia a costo competitivo consente, inoltre, la riduzione dei prezzi all’ingrosso con beneficio sui costi per consumatori e imprese.

A livello europeo, il progetto supporta la sicurezza degli approvvigionamenti, la riduzione delle emissioni e una maggiore integrazione dei mercati elettrici tra le due sponde del Mediterraneo. In questo quadro, TI-Link è stato incluso tra le principali iniziative strategiche europee, tra cui Global Gateway, TYNDP di ENTSO-E e la lista dei Projects of Mutual Interest (PMI).

La Tunisia rappresenta un partner naturale per lo sviluppo di un’infrastruttura energetica integrata tra Nord Africa ed Europa, grazie a relazioni consolidate con l’Italia e l’Unione Europea e a un quadro di cooperazione energetica già avviato.

Il Paese dispone di condizioni particolarmente favorevoli per lo sviluppo delle energie rinnovabili, con risorse solari ed eoliche tra le più competitive nel Mediterraneo, che consentono una produzione su larga scala efficiente e stabile.

La posizione geografica, in prossimità del mercato italiano ed europeo, rende possibile un collegamento diretto ed efficiente tra i due sistemi elettrici, favorendo l’integrazione dei mercati e la sicurezza degli approvvigionamenti.

In questo contesto, il progetto contribuisce agli obiettivi energetici nazionali della Tunisia, inclusi i target di rinnovabili al 2030 e 2035, e crea opportunità di sviluppo economico, sociale e industriale, rafforzando al contempo il partenariato energetico con l’Europa.

La Toscana è stata individuata come punto di approdo in virtù della sua posizione geografica strategica e della presenza della stazione elettrica di Suvereto, indicata da Terna, il Trasmission System Operator italiano, come punto di connessione alla rete elettrica nazionale.

Una scelta motivata dalla capacità del nodo di Suvereto di ospitare l’ampia potenza dell’interconnessione (2GW), dalla vicinanza ai principali centri di consumo energetico del Nord Italia e dalla necessità di evitare il sovraccarico delle reti del Centro-Sud del Paese. Un approdo più a sud avrebbe ridotto l’estensione dell’opera, ma le linee elettriche centro-meridionali, già congestionate per la concentrazione di impianti FER nel Mezzogiorno, non avrebbero potuto supportare l’ampio carico proveniente dall’Africa senza interventi complessi e costosi, a carico del gestore elettrico nazionale e quindi dei cittadini. Per questi motivi, Zhero ha così assunto un investimento tecnicamente ed economicamente più sfidante per garantire una connessione diretta e più efficiente.

Nella definizione dei tracciati, Zhero ha adottato la cosiddetta “Progettazione Partecipata”, una metodologia di lavoro volontaria volta a coinvolgere attivamente le istituzioni e gli altri stakeholder locali e nazionali con l’obiettivo di analizzare e condividere le soluzioni più sostenibili e più rispettose delle esigenze dei territori.
In Italia, infatti, fin dalle prime fasi progettuali, sono stati coinvolti i principali portatori di interesse e i loro primi contributi sono stati integrati nel processo di progettazione. Tra questi figurano il Governo italiano, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ISPRA, la Soprintendenza nazionale per il patrimonio subacqueo, Terna, nonché le associazioni WWF e Legambiente. Sono inoltre state coinvolte la Regione Toscana, il Genio Civile Valdarno Inferiore, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Pisa e Livorno, ARPAT nonché le amministrazioni comunali di Suvereto, Campiglia Marittima, Piombino, Follonica, San Vincenzo e Castagneto Carducci, che contribuiranno a coinvolgere in maniera più ampia i cittadini delle rispettive comunità.
In virtù del riconoscimento di TI-Link come PMI – Progetto di Mutuo Interesse, in conformità con il Regolamento (UE) 869/2022, il tracciato italiano sarà inoltre sottoposto alla “Consultazione Pubblica”, uno strumento formale di partecipazione attiva di tutti i soggetti interessati ad approfondire le proposte progettuali dell’opera per giungere alla definizione del progetto condiviso da avviare alla fase autorizzativa.

Attraverso incontri in presenza e online, per garantire la massima partecipazione, chiunque sia interessato avrà l’opportunità di approfondire i dettagli dell’opera e di confrontarsi direttamente con i tecnici di Zhero, di porre domande e di comunicare eventuali osservazioni. Tali attività si svolgeranno per un periodo di circa 24 settimane. Il calendario degli incontri sarà reso noto in anticipo a beneficio di tutti i portatori di interesse. In Tunisia, in quanto paese extraeuropeo, le interlocuzioni con i territori al momento sono in capo al Governo con cui Zhero mantiene un dialogo e un confronto aperti e continuativi.

Parallelamente, in Tunisia il progetto è stato presentato e supportato dal governo tunisino, oltre che da STEG (il gestore della rete elettrica nazionale) e UTICA (ente simile alle nostre Camere di Commercio) al fine di garantire uno sviluppo condiviso e coerente con le priorità energetiche e industriali del Paese.

L’intero iter di Consultazione è definito dall’art.10 lett. a del Regolamento TEN-E. Il calendario degli incontri pubblici che interesseranno più da vicino le comunità locali verrà tuttavia reso noto subito dopo l’approvazione dell’Opuscolo informativo da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), il documento contenente il Piano di Consultazione necessario per l’avvio formale del processo partecipativo.

Certamente. Non solo è possibile, ma è auspicabile in occasione degli appuntamenti di Consultazione pubblica e durante il successivo periodo di raccolta delle osservazioni. L’obiettivo della Consultazione è proprio quello di consentire una partecipazione ampia e attiva da parte della comunità interessata al fine di identificare le soluzioni progettuali ottimali in riferimento al contesto territoriale. In occasione degli incontri pubblici, i tecnici di Zhero saranno presenti e disponibili a recepire qualsiasi indicazione o suggerimento. In aggiunta, nel successivo periodo di raccolta delle osservazioni, potranno essere inviate a Zhero ulteriori contributi riguardanti il progetto tramite una sezione dedicata sul sito www.ti-link.it oppure scrivendo alla mail info@ti-link.it.

La decisione finale sull’approvazione dell’opera è in capo al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), autorità competente dell’intero procedimento di Consultazione Pubblica, secondo le norme nazionali vigenti in materia di energia.
Al termine degli appuntamenti di Consultazione, sarà redatto un report che verrà trasmesso al MASE che convocherà una Conferenza di Servizi preliminare con gli Enti locali interessati per approvare gli esiti della consultazione e avviare il procedimento autorizzativo. Una volta avviato detto procedimento, saranno raccolti i pareri degli enti competenti. Conclusa la Conferenza di Servizi, la Regione Toscana sarà chiamata a rilasciare l’intesa sul progetto che verrà acquisita dal MASE. Successivamente lo stesso Ministero si esprimerà in termini conclusivi attraverso il rilascio del Decreto di Autorizzazione alla costruzione e all’esercizio dell’elettrodotto.

In via indicativa l’intera opera sarà realizzata nell’arco di circa quattro anni a partire dalla data di rilascio dell’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).
Come è noto, l’intero iter prevede che siano svolte prima le fasi della Consultazione Pubblica e poi della conferenza di servizi che consentiranno di definire tutti gli elementi di valutazione che saranno alla base del decreto autorizzativo ministeriale.

No, non sarà sottoposto a VIA. Come tutti gli interventi previsti in cavo interrato o sottomarino, così come gli elettrodotti in corrente continua, secondo quanto previsto nel D. Lgs 152/2006 e s.m.i., l’opera non è assoggettabile né alla procedura di VIA né a verifica di assoggettabilità.

Sono di competenza statale da sottoporre a procedura di VIA i soli “Elettrodotti aerei per il trasporto di energia elettrica con tensione nominale superiore a 100 kV e con tracciato di lunghezza superiore a 10 Km” (punto 4-bis dell’allegato II), la cui dimensione viene ridotta del 50% in presenza di aree protette interferite. Sono invece di competenza statale da sottoporre a verifica di assoggettabilità gli “Elettrodotti aerei esterni per il trasporto di energia elettrica con tensione nominale superiore a 100 kV e con tracciato di lunghezza superiore a 3 Km” (punto 1 lettera d) dell’allegato II-bis), la cui dimensione viene ridotta del 50%, anche in questo caso, in presenza di aree protette interferite.

Ciononostante, il progetto prevederà una valutazione ambientale da parte del MASE per quanto concerne il tracciato sottomarino dei cavi e gli approdi, al fine di garantire la tutela degli habitat marini.